cervia


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Cervia è inserita in un paesaggio singolare e composito tra il mare, le saline, già attive in epoca romana, e ciò che resta dell'antica pineta cantata da Dante Alighieri, ricordata da Boccaccio e celebrata da Byron.

I reperti archeologici rinvenuti in zone limitrofe rinviano la nascita della città alla tarda Età del Bronzo (VI-V secolo a.C.), è certa comunque la presenza di insediamenti umani a partire dal III secolo d.C. nel territorio in cui gli storici rit engono si trovasse l'antica Ficocle, città per tanti aspetti ancora misteriosa, che nel VIII-IX secolo divenne Cervia. Le sue Saline furono sicuramente fiorenti in epoca romana, come del resto appare evidente dall'origine latina dei nomi di molti attrezzi impiegati per l'estrazione del sale: tale importanza crebbe nel Medio Evo e ciò è testimoniato dalla ricchissima serie di documenti da cui risulta la concessione delle saline in enfiteusi ad abbazie, vescovadi, enti ecclesiastici.
La nuova Cervia fu costruita fra il l697 e il 1714 con un preciso piano regolatore il cui disegno fu fornito dalla Camera Apostolica: una città murata di forma rettangolare circondata dalle case dei salinari,la piazza al centro, con il Palazzo Vescovile e le dimore dei maggiorenti.
Particolarmente suggestiva è la Piazza per la sua simmetria e gli edifici d'architettura secentesca; su di essa si affaccia il Palazzo Comunale la cui costruzione iniziò nel 1702 su disegno di Francesco Fontana, figlio del più noto Carlo e autore, tra l'altro, della Chiesa del Suffragio a Ravenna.
Il palazzo subì già verso la fine del Settecento alcuni lavori di ristrutturazione; altri più radicali li ha subiti in epoca più recente.
Sotto la torre dell'orologio vi è una nicchia con la statua in cotto della Madonna Assunta.
Di fronte, si trova la Cattedrale fatta erigere dal Vescovo Gian Francesco Riccamonti, che ne pose la prima pietra il 18 giugno 1699; la costruzione terminò il 5 giugno 1702.
La chiesa, il cui campanile fu aggiunto qualche decennio dopo dal Vescovo Pizzolanti, si presenta all'esterno incompleta nella facciata; infatti la morte del Riccamonti, avvenuta nel 1707, ne impedì il previsto rivestimento in marmo.
All'interno: l'altare maggiore, di gusto barocco, proveniente dalla sconsacrata Chiesa di S. Domenico di Forlì; un altare ligneo e alcuni dipinti di Francesco Longhi, di pittori della scuola del Guercino e una tavola rappresentante la Madonna della Neve di Barbara Longhi; alcune lapidi di Vescovi ivi sepolti.
A pochi metri dalla Cattedrale, in corso Mazzini, si incontra la Chiesa del Suffragio, fatta costruire nel 1722 dalla Confraternita del SS. Sacramento; conserva all'interno un Crocifisso ligneo del XIV secolo, un pregevole organo e dipinti di Giuseppe Cuppini, pittore ed architetto ravennate del primo Ottocento.
Appena fuori dal primo nucleo abitato della nuova città, vicino ai settecenteschi magazzini del sale, si trova la Chiesa di S. Antonio da Padova, edificata insieme all'attiguo fabbricato adibito a convento per i Minori Osservanti nel 1704.
Significativo esempio di archeologia industriale può essere considerato il complesso dei .Magazzini del Sale.
L'odierna struttura urbana si è allargata ben oltre l`originario centro storico. Infatti, proseguendo in direzione di Ravenna, troviamo Milano Marittima, sorta nel 1912 sulla base di un piano regolatore ideato dal pittore Palanti e voluta da alcuni milanesi affascinati dal luogo immerso nel verde dei pini.
Al periodo della dominazione veneziana risale la costruzione del Santuario della Madonna del Pino, situato sulla statale Adriatica, all'ingresso di Cervia nella zona delle terme.
Fu costruita nel 1487 dal pio carmelitano Fra Girolamo Lambertini entro l'allora vastissima pineta.
Tra Cervia e Savio, lungo la strada per Ravenna, troviamo la Casa delle Aie, costruita nel 1790 su progetto dell'architetto Camillo Morigia ispirata alla "domus rustica'' romana.
Nella zona delle saline si ammira la chiesetta della .Madonna della Neve, eretta all'inizio del secolo XVII e sconsacrata nel 1867. In essa i cervesi composero le ossa di tutti i loro morti raccolti dalle varie chiese e cimiteri della demolita Ficocle. Dalle saline vengono estratti fanghi naturali con proprietà curative impiegati nel moderno ed efficiente Stabilimento Termale